Days like these

E così mi ritrovo ancora una volta seduto di fronte alla mia scrivania, alla fine di un’esperienza, facendo i conti con me stesso e con quanto accade nell’ordinario di me stesso. 

L’ordinario in questi ultimi giorni del 2013 mi ha portato nella bella Toscana. Nello specifico a Firenze, assieme ad un gruppo di altri cinque amici. Mica delle pop star, capiamoci: i classici amici del paese limitrofo. Già visto? forse. Il fatto è che l’insieme di così tante caratteri e qualità, fa rendere una compagnia così, una meta così, delle pop star solo ed esclusivamente per me. Allora, è lì che l’ordinario diventa straordinario. 

Non sono tanto tipo da bilanci o pensieri di fine anno. Se è andata bene o male, cosa succederà poi, se accadrà oppure no. Quello lo lascio e sempre lo lascerò agli oroscopi. Però. Però. C’è un però. Una domanda si fa spazio su tutto. A Firenze, nel nostro ultimo giorno di visita, c’era un ragazzo che al tramonto era seduto sul cornicione del ponte di S.Trinità. E guardava, guardava. Con un libretto aperto sotto di sè, osservava a occhi scoperti lo spettacolo che aveva di fronte: l’Arno, il cielo, le case. Un tutt’uno di colori che si fondevano e rimanevano impregnati nell’acqua, quasi fosse una tela.

Ed è lì: quando ti accorgi che la semplicità ti entra nelle vene e ti riempie il cuore, non è forse il momento di capire cosa sta succedendo attorno a te? Come può un fiume, nel quale si rispecchiano case, cielo e passanti, riempirti il cuore così tanto? Come può una risata a crepapelle, così forte e intensa da irrigidirti gli addominali, farti capire che in quel momento non vuoi nient’altro dalla tua vita? Perché nella sala d’attesa della stazione dei treni, un barbone inizia a cantare e suonare assieme a me e a condividere le sua musica, anche per soli dieci minuti, prima di prendere il treno? Chi ti permette di incontrare una dolce ragazza coreana, che per le prime ore del 2014 ti parla della sua vita e delle sue ambizioni? quante altre volte potrai incontrare, così inaspettatamente, una persona simile?

Devo essere sincero: non ho progetti o programmi per il nuovo anno. Non pretendo neanche di rispondere a queste o altre domande che sorgeranno. Ho però una grande speranza, che da questo 2013 si è fatta largo in me. Spero che il mio cuore continui ad ardere ed ardere. Perché è solo con continue scintille che posso continuare a vivere per davvero. Me lo ripeteva da tre giorni nelle cuffie, James Blunt, in Bonfire Heart.

"Giorni come questi portano a… 
notti come queste portano a… 
un amore come il nostro.  
 […]
la gente come noi non ha bisogno di molto 
solo di qualcuno che accenda,
che accenda la scintilla nei nostri cuori di falò”

Adesso capisco.
Che bellezza è, avere un cuore che può ardere?

Tutto torna

Alla fine tutto torna.

Tutto torna la sera, quando sfinito ti appoggi sul letto, con le tue canzoni preferite nelle cuffie. E non è la solita banalità o frase fatta. Tutto davvero torna quando ti adagi e, dopo una passeggiata con un amico, ti rendi conto di quanto nel tempo si è costruito. Ma soprattutto ti chiedi: quanto ancora si può costruire?

La risposta scontata e incoraggiante è “tanto”. Bello, mi piace. Troppo facile però. A chi non piace sentirsi dire “abbiamo ancora tanto da costruire”? 

Ci penso sempre. Che piaccia o meno avere un futuro davanti, l’importante è avere coscienza di tutto quello che abbiamo e che ci portiamo con noi, perché è solo con l’esperienza che possiamo muoverci verso altre strade. 

Stasera in Piazza Maggiore c’era un bel venticello fresco. Poca gente e tanta calma. Sembra un po’ la chitarra acustica che sto ascoltando in questo brano live. Ferma e controllata, le note quasi appoggiate. L’autore, Ed Sheeran, sta dedicando in un teatro con luci diffuse frasi e parole ad una donzella che probabilmente ha conosciuto in una non troppa lontana adolescenza. Ecco: se si potesse dedicare una canzone a qualsiasi momento della propria vita, vorrei che fosse questa.

Che poi, la vita non è una chitarra che suona e suona ancora?

Insomma, eccoci qui: a distanza di 3 anni da “Arrivederci, mostro!” , Luciano @Ligabue sta twittando la tracklist del nuovo album, in uscita prossimamente. 

Ogni album, una condivisione, ogni album, momenti da vivere! 
Con chi vivremo il nuovo album del Liga?

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